Quanto costa un sito web nel 2026? I miei prezzi reali, senza giri di parole

Jacopo Giorgini
Illustrazione di copertina dell'articolo su quanto costa un sito web nel 2026

Se hai chiesto tre preventivi per il tuo sito web, probabilmente hai ricevuto tre cifre che non c’entrano nulla l’una con l’altra: 600 €, 2.800 €, 9.000 €. E adesso ti stai chiedendo se qualcuno sta cercando di fregarti — o se il preventivo più basso nasconde qualcosa.

Non sei solo: è la domanda più frequente che ricevo, ed è anche quella a cui il web risponde peggio. La maggior parte delle guide su “quanto costa un sito web” è scritta da chi i siti li vende, e i range sono così larghi (“da 500 € a 50.000 €!”) da non servire a niente.

In questo articolo faccio una cosa diversa: ti dico quanto costo io, per ogni tipologia di progetto, e ti spiego esattamente cosa fa salire o scendere il prezzo — inclusi i tempi di realizzazione e i costi ricorrenti che quasi nessuno mette nel preventivo. Alla fine saprai leggere qualsiasi preventivo, anche quelli degli altri.

Importante: i prezzi che trovi qui sotto sono i miei listini reali, aggiornati a luglio 2026. Sono espressi come “a partire da” — ma non nel senso civetta del termine: il prezzo di partenza corrisponde a un perimetro di lavoro preciso, che trovi descritto subito dopo la tabella, e cresce solo se cresce il progetto. E c’è un dettaglio che a te conviene: lavoro in regime forfettario, quindi sulle mie fatture non si applica l’IVA. Il prezzo che leggi è il prezzo che paghi — mentre un preventivo “IVA esclusa” di pari importo ti costa, in realtà, il 22% in più. Precisazione doverosa: se hai una partita IVA ordinaria, l’IVA la detrai e il vantaggio si annulla; ma se sei un privato, un forfettario come me, o un’associazione, quel 22% è un costo vivo. Tienilo a mente quando confronti i preventivi.

Immagine illustrativa sul perché i preventivi per un sito web variano tanto da un professionista all'altro

Perché i preventivi variano così tanto?

Prima dei numeri, la causa. Un sito web non è un prodotto a scaffale: è un servizio, e il prezzo dipende da quante ore di lavoro specializzato richiede. Tre fattori spiegano quasi tutta la differenza tra un preventivo da 600 € e uno da 6.000 €:

  1. Chi lo realizza. Un freelance ha costi di struttura bassi e ti segue in prima persona; un’agenzia ha project manager, designer e sviluppatori separati, e i ricarichi lo riflettono. Per lo stesso sito vetrina, il mercato italiano nel 2026 indica 800–3.500 € con un freelance e 2.000–5.000 € con un’agenzia. Il portale AddLance, che aggrega migliaia di preventivi reali, colloca la mediana freelance tra 510 e 730 € — ma parliamo spesso di template adattati, non di progetti su misura.
  2. Quanto è su misura. Personalizzare un tema esistente costa una frazione di un design progettato da zero sul tuo brand. Nessuna delle due strade è “sbagliata”: dipende da cosa deve fare il tuo sito.
  3. Chi produce i contenuti. Testi, foto e struttura delle pagine sono la voce più sottovalutata. Se arrivi con i contenuti pronti, risparmi; se vanno scritti e organizzati, il lavoro (e il prezzo) cresce. Il solo copywriting per un sito base vale 400–600 € sul mercato.

Capita la causa, passiamo alla cura: i numeri veri.

I miei prezzi reali per tipologia di progetto

Questa è la tabella che vorrei aver trovato io quando ho iniziato: prezzo e tempi insieme, perché un preventivo senza una data di consegna è un preventivo a metà.

TipologiaIl mio prezzoTempi indicativi di lavorazioneMercato italiano (riferimento)
Landing page / one-pagea partire da 250 €1–2 settimane400–1.500 € (freelance)
Sito vetrina (5–8 pagine)a partire da 750 €2–4 settimane800–3.500 € (freelance)
Sito aziendale (10–30 pagine)a partire da 1.500 €4–8 settimane3.000–8.000 € (freelance)
E-commercesu preventivo6–14 settimane850–3.000 € piccolo (freelance), 5.000+ € (agenzia)
Restyling / migrazione sito esistentesu preventivoin base allo stato del sitomolto variabile
Gestione e manutenzionea partire da 350 €/anno (Basic) o 650 €/anno (Plus)continuativa200–1.000+ €/anno
Interventi spot / consulenza50 €/ora25–100+ €/ora

I riferimenti di mercato sono tratti da fonti pubbliche italiane 2025–2026 (AddLance, DSI Design, guide di freelance e agenzie). I range “agenzia” per un sito vetrina salgono a 2.000–5.000 €.

Come vedi, i miei prezzi di partenza stanno nella parte bassa delle fasce di mercato. Non è dumping: è la differenza tra un freelance con costi di struttura minimi e un’agenzia con uffici e project manager da retribuire. Il “a partire da” corrisponde a un progetto con contenuti forniti da te, struttura standard e nessuna funzionalità particolare; da lì, il prezzo cresce con il progetto — e nella prossima sezione vediamo esattamente come.

E-commerce e restyling restano “su preventivo” per una ragione precisa: sono i progetti dove la variabilità è troppo alta perché un prezzo di listino sia onesto. Un e-commerce da 20 prodotti con pagamenti standard e uno da 500 prodotti con gestionale collegato non sono lo stesso lavoro; un restyling dipende da come è stato costruito il sito che eredito. Un numero sparato senza analisi sarebbe marketing, non un preventivo.

Consiglio: quando confronti le offerte, il segnale d’allarme non è il prezzo basso in sé — è il prezzo senza perimetro. Un “a partire da” onesto ti dice esattamente cosa include la base e cosa costa in più; un prezzo secco senza dettagli ti dice solo quanto pagherai prima delle sorprese. Chiedi sempre cosa è incluso, non solo quanto costa.

Cosa fa variare il prezzo dentro il range?

Ogni riga della tabella ha un minimo e un massimo. Ecco cosa ti sposta da una parte o dall’altra — così puoi stimare da solo dove cadrà il tuo progetto.

Verso il minimo del range

  • Contenuti pronti e definitivi: testi scritti, foto professionali, logo in formato vettoriale.
  • Design basato su un tema di qualità personalizzato sul tuo brand, invece che progettato da zero.
  • Struttura standard: home, servizi, chi sono, contatti, senza funzionalità particolari.
  • Un solo interlocutore che decide, con feedback rapidi.

Verso il massimo del range

  • Contenuti da creare o riorganizzare: se devo occuparmi anche di testi e struttura, sono ore di lavoro in più.
  • Funzionalità su misura: aree riservate, prenotazioni, multilingua, integrazioni con gestionali o CRM.
  • Migrazione da un sito esistente con URL da preservare (i redirect fatti male sono uno dei modi più rapidi per perdere il posizionamento su Google).
  • Molte revisioni o decisioni condivise tra più persone: ogni giro di feedback allunga tempi e costi.

Attenzione: la voce che fa saltare più preventivi non è tecnica, sono i contenuti. Un sito “pronto in 3 settimane” ne richiede spesso 6 di calendario perché i testi arrivano a rate. Ne parliamo tra un attimo, perché i tempi meritano un discorso a parte.

Quanto tempo serve per fare un sito web?

La domanda gemella del prezzo. E la risposta onesta è: il tempo di calendario dipende più da te che da chi sviluppa.

I tempi di lavorazione sono abbastanza standard in tutto il mercato:

  • Landing page: 3–5 giorni lavorativi.
  • Sito vetrina: 2–4 settimane di lavoro effettivo.
  • Sito aziendale strutturato: 6–10 settimane.
  • E-commerce: da 3–4 settimane per un catalogo piccolo a 10–16+ per progetti custom.

Il problema è che il tempo di lavoro non coincide con il tempo di consegna. Gran parte dei tempi la fa la comunicazione tra le parti. I colli di bottiglia sono sempre gli stessi: la disponibilità dei contenuti e la velocità delle risposte. Se il materiale arriva a rate, o se ogni domanda resta settimane senza risposta, un progetto da “2–3 settimane lavorative” diventa facilmente 5–6 settimane di calendario — e non per colpa di chi sviluppa. Vale anche al contrario: un committente reattivo, con i contenuti pronti e un interlocutore unico che decide, può vedere il proprio sito online prima della stima.

Per questo i tempi in tabella sono di lavorazione, non promesse di calendario: la data reale la costruiamo insieme, ed è una responsabilità condivisa.

Consiglio: prima di firmare un preventivo, prepara una cartella con tutto quello che hai già — logo, testi anche in bozza, foto, accessi al dominio. È il singolo gesto che accorcia di più i tempi (e in alcuni casi anche il prezzo, perché riduce l’incertezza per chi ti fa l’offerta).

Immagine illustrativa sui costi ricorrenti di un sito web, come hosting, dominio e manutenzione

Quanto costa mantenere un sito web all’anno?

Qui arriva la parte che quasi nessun preventivo racconta: il costo di realizzazione è solo il primo anno della storia. Un sito, come un’auto, ha un costo di acquisto e un costo di mantenimento. Ignorare il secondo è il modo migliore per trovarsi brutte sorprese al rinnovo.

Ecco le voci ricorrenti reali per un sito vetrina professionale in Italia:

VoceCosto annuo indicativo
Dominio .it/.com10–30 €
Hosting condiviso di qualità30–100 €
Hosting gestito / VPS (siti più esigenti)100–500 €
Licenze plugin/temi premium50–300 €
Cookie banner e privacy (es. Iubenda Pro)da 27 €
Manutenzione tecnica (aggiornamenti, backup, sicurezza)200–1.000+ €
Totale realistico per un sito vetrina250–750 €/anno

Per un e-commerce le cifre salgono sensibilmente: la sola gestione tecnica continuativa supera facilmente i 200–500 € al mese, a cui si aggiungono le commissioni sulle transazioni se usi piattaforme SaaS.

Attenzione al tranello del rinnovo. Molti hosting italiani hanno un prezzo civetta il primo anno che raddoppia o triplica dal secondo: un piano WordPress da 11,90 € il primo anno può rinnovarsi a 49,99 €/anno, e i piani gestiti da 39,90 € salire a 129 €/anno. Non è una truffa — è scritto nel listino — ma va messo in conto quando confronti le offerte. Il prezzo che conta è quello a regime, non quello promozionale.

Anche qui, i miei numeri reali. Offro due pacchetti di gestione del sito WordPress:

  • Basic, da 350 €/anno: gestione degli aggiornamenti di WordPress e dei plugin, backup mensili, consulenza via e-mail.
  • Plus, da 650 €/anno: tutto quanto sopra, con backup settimanali più backup incrementali ogni sera, consulenza prioritaria e gestione dei contenuti (aggiornamento di testi, immagini, inserimento articoli) fino a 4 ore di lavoro al mese.

Il “da” dipende dalla complessità del sito: un vetrina da cinque pagine e un WooCommerce con venti plugin non richiedono lo stesso impegno. Per interventi fuori pacchetto o consulenze spot, la mia tariffa è di 50 €/ora.

Attenzione: non prendo in gestione siti con plugin “nulled” (licenze piratate) o già compromessi senza una bonifica preventiva. Non è pignoleria: un sito infetto o con codice di provenienza ignota non è manutenibile, è una bomba a orologeria — e la bonifica è un lavoro a sé.

Quando NON ti serve un sito da 5.000 €

Te lo dice uno che i siti li fa per lavoro: ci sono casi in cui il progetto su misura è la scelta sbagliata. Consigliartelo comunque sarebbe vendita, non consulenza. Ecco quando ti direi di non chiamarmi (o di chiamarmi solo per una consulenza breve):

  • Devi solo validare un’idea. Se non sai ancora se il tuo progetto starà in piedi tra sei mesi, una pagina fatta con un builder (Wix, Squarespace) a 150–600 €/anno è più che sufficiente. Investirai nel sito vero quando l’idea avrà dimostrato di funzionare.
  • Il tuo budget totale è sotto i 500 €. In quella fascia un professionista serio non può darti un lavoro completo; meglio un builder ben configurato che un sito “professionale” fatto a metà. È una scelta legittima, con dei limiti (lock-in della piattaforma, meno controllo, canone che non finisce mai) — ma sono limiti accettabili quando si parte.
  • Ti serve solo una presenza minima. Se sei un’attività locale che vive di passaparola e Google Maps, a volte una scheda Google Business curata e una one-page semplice rendono più di un sito da dieci pagine che nessuno visiterà.
  • Vuoi vendere online “per provare”. Shopify parte da circa 27 €/mese e ti mette in vendita in pochi giorni. Occhio però alle commissioni per transazione (circa 1,6–2,1% + quota fissa): su volumi piccoli sono irrilevanti, ma quando il fatturato cresce erodono il margine. È il momento in cui un WooCommerce su misura inizia a ripagarsi — e in cui ha senso rifare i conti.

In parole semplici: il sito su misura conviene quando il sito è uno strumento di lavoro — deve portarti clienti, prenotazioni, vendite — e non un adempimento. Se sei nella fase “intanto esisto online”, parti leggero. Il passaggio al progetto professionale si fa dopo, con le idee più chiare, e i contenuti che avrai già prodotto non andranno sprecati.

Immagine illustrativa su come leggere correttamente un preventivo per un sito web

Come leggere (e confrontare) un preventivo

Chiudiamo con la parte operativa. Prima di accettare qualsiasi offerta — mia o di altri — verifica questi punti:

  1. Cosa è incluso, voce per voce: numero di pagine, chi scrive i testi, chi fornisce le foto, ottimizzazione SEO di base, versione mobile, quante revisioni.
  2. Cosa succede dopo la consegna: c’è un periodo di assistenza incluso? La manutenzione è a parte? A quanto?
  3. Di chi è il sito: dominio e hosting devono essere intestati a te, non al fornitore. È fondamentale per non restare ostaggio di nessuno — me compreso.
  4. I costi ricorrenti a regime: chiedi il totale annuo dal secondo anno in poi, non solo il prezzo di realizzazione.
  5. IVA inclusa o esclusa: un preventivo da 1.000 € + IVA e uno da 1.200 € netti sono la stessa cifra, se non puoi detrarla. Confronta sempre il totale che uscirà davvero dal tuo conto.
  6. I tempi, con le condizioni: entro quando consegna, e cosa serve da parte tua perché quella data regga.

Se un preventivo risponde chiaramente a queste sei domande, chi l’ha scritto sta lavorando in modo trasparente. Se glissa, hai già la tua risposta.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra un sito da 500 € e uno da 3.000 €?

    Quasi mai la tecnologia: spesso è lo stesso WordPress. La differenza sta nelle ore di lavoro dedicate: a 500 € hai in genere un template adattato con i tuoi contenuti così come li consegni; a 3.000 € hai analisi, struttura pensata per convertire, design sul tuo brand, contenuti curati, SEO di base e assistenza dopo la consegna. Nessuno dei due è “il prezzo giusto” in assoluto: dipende da cosa deve fare il tuo sito.

  • Conviene un freelance o un'agenzia?

    Per siti vetrina, aziendali di piccole dimensioni ed e-commerce fino a qualche decina di prodotti, un freelance senior è quasi sempre il miglior rapporto qualità/prezzo: stessi risultati, interlocutore unico, costi di struttura minori. L’agenzia diventa la scelta giusta su progetti grandi (portali, e-commerce strutturati, integrazioni con gestionali) dove servono più figure specializzate in parallelo.

  • Meglio Wix o WordPress?

    Wix è più semplice da avviare e ha un canone tutto incluso; WordPress (self-hosted) ti dà proprietà completa, nessun lock-in e libertà di crescita, ma richiede hosting e manutenzione. Regola pratica: Wix per presenze semplici e budget minimi, WordPress quando il sito è uno strumento di business che dovrà evolvere.

  • WordPress è davvero gratuito?

    Il software sì. Il sito no: servono dominio (10–30 €/anno), hosting (30–500 €/anno a seconda della qualità), eventuali licenze premium (50–300 €/anno) e manutenzione. “Gratuito” vale per il codice, non per il progetto.

  • Posso creare il sito da solo per risparmiare?

    Sì, ed è una scelta sensata in fase di partenza (ne abbiamo parlato nella sezione dedicata). Metti però in conto il costo nascosto: il tuo tempo. Decine di ore per un risultato amatoriale possono valere più del preventivo che volevi evitare, soprattutto se quelle ore le togli alla tua attività.

  • Quanto costa mantenere un sito all'anno?

    Per un sito vetrina professionale, tra 250 e 750 €/anno tutto compreso (dominio, hosting, licenze, adeguamento cookie/privacy, manutenzione tecnica). Per un e-commerce si parte da qualche migliaio di euro l’anno. Il numero preciso dipende soprattutto dal livello di manutenzione che scegli: i miei pacchetti partono da 350 €/anno.

  • Posso aggiornare i contenuti da solo dopo la consegna?

    Sì, ed è così che deve essere. Un sito WordPress ben fatto ti permette di modificare testi, immagini e articoli in autonomia. Se preferisci delegare anche questo, il pacchetto di gestione Plus include fino a 4 ore al mese di aggiornamento contenuti. Gli aggiornamenti tecnici (core, plugin, tema) sono un’altra cosa: quelli rientrano sempre nella manutenzione.

  • Come funziona il pagamento? Posso pagare a rate?

    La formula standard è semplice: 30% di acconto all’avvio, saldo alla consegna. Per progetti più grandi o esigenze particolari il piano si adatta — l’importante è che sia definito per iscritto prima di iniziare, così nessuno dei due ha sorprese.


Vuoi un preventivo con questi numeri, applicati al tuo progetto?

Fin qui i numeri. Il passo successivo è capire dove cade il tuo progetto — e per quello mi serve conoscerlo. Scrivimi dalla pagina contatti: descrivimi cosa fai e cosa deve fare il tuo sito, e ti risponderò con una stima onesta, anche se la risposta onesta dovesse essere “non ti serve un sito da 5.000 €”.

Nel frattempo puoi dare un’occhiata a come lavoro:

Prezzi e riferimenti di mercato aggiornati a luglio 2026. I miei listini possono variare: fanno fede i preventivi scritti.

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